domenica 15 marzo 2015

Come "deprimere" una mamma che ha buone intenzioni


Punto 1. Portarle via il figlio di 4 anni malato con febbre alta e fare in modo che non lo possa vedere per qualche giorno.
Punto 2. Somministrare ai suoi figli cibo-spazzatura ogni giorno. Argomentare che le eccezioni sono permesse anche se  un'eccezione ricorrente equivale ad una regola!
Punto 3. Comprare giocattoli inutili  e acquistare compulsivamente per sopperire alle proprie carenze affettive.
Punto 4. Proporre costantemente la televisione come mezzo di distrazione e di stordimento. Fare  in modo che possa essere netta la differenza con la mamma che, invece, ha scelto consapevolmente di non possedere un apparecchio televisivo.
Punto 5. Trasmettere  materialismo e attaccamento al denaro, pur non contribuendo con una lira alla sopravvivenza dell'altro genitore.
Punto 6. Fingere gioia costante, come se il dolore e la tristezza non facessero parte di questa vita.  Allontanare i sentimenti negativi perchè da loro non potrà arrivare niente di buono, peccato che questi sentimenti negativi prima o poi arriveranno comunque!

Potrei continuare all'infinito ma mi fermo.

Se faccio l'elenco delle attitudini quotidiane del  papà dei miei figli mi vengono tanti dubbi e mi chiedo come io  abbia mai potuto sceglierlo per riprodurmi biologicamente.
Ma, anche se mi astraggo da cotanta radicalizzazione, resta il turbamento per tutte queste profonde differenze.
Faccio una fatica immensa a mediare costantemente e trovare un punto d'equilibrio per il bene dei figli, anche lì dove un punto d'equilibrio proprio non regge.
Non regge il mio costante legittimare e valorizzare il papà.
Non regge la mia responsabilità e la mia stanchezza in confronto alla sua leggerezza e comodità.
Non regge il mio sereno ottimismo in confronto al suo patologico "perbenismo".
Non regge la sua finta generosità in contrapposizione alla mia autentica sobrietà.
Non reggo io pensando che con quest'uomo dovrò 'bene o male' confrontarmi per il resto della mia vita.

E così decido di arrendermi.
Mi arrendo al suo esserci.
Mi arrendo al suo essere parte di questa storia.
Mi arrendo al fatto che i figli sono come dei "semi buttati in un campo di grano", facciamo di tutto per farli crescere sani e forti senza contare che anche il clima, le stagioni e le erbacce intorno contribuiranno al loro sviluppo.
Mi arrendo: NON POSSIAMO CONTROLLARE TUTTO!
E allora inizio a sentire il rispetto.



Rispetto per quello che siamo stati  e per il ruolo che lui ricopre.
Rispetto perché i miei figli hanno bisogno di lui e, quindi, io ho bisogno di lui.
Rispetto perché lui ama i nostri figli e si dedica a loro e, anche se  a me può sembrare poco, lui fa il meglio di quello che può.
Non è un rispetto dettato da congiunture mentali di pura convenienza, è un rispetto più primitivo, un rispetto che nasce dal fatto che lui ha il suo ruolo in questo universo familiare e io sento di volerlo riconoscere con tutta me stessa.
Del resto la vita di noi genitori separati è fatta di piccole fatiche e distanze, compromessi e difficoltà con cui dobbiamo imparare a convivere. Mi consola il fatto che, alla fine, anche i genitori non separati si trovano a combattere contro le stesse avversità.
Con questa consapevolezza tutto cambia, cambiano le prospettive e le aspettative e arriva di colpo  il pensiero positivo, quel pensiero che, da qualsiasi angolazione tu provi a formularlo, è li a ricordarti che, nonostante tutto, a te "non manca proprio niente" per vivere con serenità e dignità.

10 commenti:

  1. Che parole profonde e forti, difficili e importanti. Grazie, perché possono essere una guida, un sostegno anche per chi non è separato ma si trova ad avere visioni diverse dell'educazione dei figli, della vita, che spesso portano non a una costruttiva "biodiversità genitoriale" ma al disaccordo e allo scontro, più che al confronto.
    La tua saggezza è stata conquistata con fatica, sarai una mamma e una donna intelligente e sensibile, forte e salda anche nelle difficoltà.

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    1. Grazie, mi fa piacere sapere che le mie parole suscitano riflessioni anche in genitori non separati.
      Tieni conto che nelle coppie c'è anche il collante dell'amore che consente di rendere i disaccordi più fluidi: in qualsiasi forma l'amore si configui, resta sempre un sentimento potentissimo che trasforma e rigenera anche le difficoltà più grandi.

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  2. Senza di lui i tuoi figli non ci sarebbero. Capisco quindi il "rispetto primitivo" di cui parli: approvo pienamente il tuo punto di vista!
    La parte veramente difficile è accettare di non poter controllare tutto ciò che influenza la crescita dei nostri figli.
    Ti ammiro perché riesci a mantenere la lucidità anche nelle situazioni scomode...vorrei avere un briciolo del tuo buonsenso per ogni volta che la mia irrazionalità prevale prepotentemente, investendo anche il marito come uno tsunami violentissimo!
    Un abbraccio

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    1. Le emozioni sono risorse, la gioia così come la rabbia ci nutrono, bisogna però fare in modo che non siano loro a decidere sulle nostre vite, quando l'emozione innesca a lungo termine un automatismo (sempre il solito) che non riusciamo a controllare allora siamo sulla strada sbagliata.....
      Bisogna allenarsi per dare alle emozioni il giusto posto....giorno dopo giorno...
      io ho iniziato il mio training ma ti confesserò che mi sento ancora una principiante in questa disciplina!

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  3. Leggendoti mi rendo conto di essere "umano troppo umano", nel senso che non ho quel grado di serenità che mi sembra emergere dalle tue parole, sono ancora nel pieno delle mie emozioni più forti.
    Se il saggio presentandosi a una battaglia nudo dimostra la propria imbattibilità, io andrei super corazzato.
    E' vero, non si può controllare tutto e forse il controllo è solo un'illusione. Personalmente credo che i bambini piccolissimi e piccoli siano spugne di quello che li circonda e che ne siano fortemente influenzati.

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    1. Tutti igenitori hanno l'istinto del controllo molto sviluppato, del resto è un meccanismo di protezione della specie ben conosolidato nel mondo animale dei mammiferi.
      Oggi però controlliamo troppo, ci rassicura il prevedere e il programmare, investire oggi per essere sicuri domani....
      è vero i bambini sono spugne e assorbono tutto, assorbono la tv, assorbono il contesto sociale, assorbono le chiusure e le aperture emotive, assorbono il rispetto, assorbono più il "non detto" che "il detto"...questo a volte lo dimentichiamo!

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  4. ti ho mai detto che ti ammiro tanto per la persona speciale che sei???
    Più ti leggo e più la stima aumenta nei tuoi confronti!!

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  5. Grazie di cuore.
    Riflettevo su come, a volte, le attenzioni di persone che nemmeno conosci possano spronarti a tirare fuori il meglio...
    Mi accade con questo blog ed è la prima volta che mi succede.
    Sono le vs attenzioni che danno un senso a tante cose che scrivo su questo blog e tante cose che scrivo generano le vostre attenzioni.....
    Qualcuno dice che dovrei fare più marketing per farmi conoscere, ma lo faccio talmente tanto per lavoro che invece provo quasi gusto a restare "così come sono" e a far accadere le cose un po' alla volta.
    Mi piace molto invece l'idea di "farmi conoscere" leggendo altri blog, mi piace entrare in sintonia, percepire le vibrazioni...con te è successo così!
    Ti va di aiutarmi a trovare altri viaggiatori?

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  6. Ciao,
    anch'io mamma single, da pochissimo. Condivido quello che dici perché me lo chiedo continuamente e mi chiedo come riuscirò a tollerare tanta diversità! Laura

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    1. Capisco quello che provi. Gli inizi poi sono difficilissimi. Il tempo aiuta a trovare equilibrio e a ridurre le contraddizioni.
      Grazie per essere passata a trovarmi, spero di leggerti ancora.

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